Vivimilano

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Abiti da sposa e patchwork

2002-09-18


di Serena Rocchi, da viviMilano del 18 settembre 2002

''Ho imparato a cucire prima che a scrivere'' è la prima cosa che racconta di sé. Daniela Gregis, la stilista artista che vive a Bergamo ma a Milano ha il suo ''giro'' di clienti, fin dai tempi della scuola si veste con abiti che disegna da sè. E di una grande passione, come spesso accade, ha fatto un mestiere. Dopo anni passati a lavorare nel campo della grafica ha deciso di rischiare. Oggi, a un decennio scarso dall'inizio ''ufficiale'' della sua attività, il suo stile è già un classico.

- Cosa l'ha convinta a fare questo lavoro?

Il mio profondo desiderio era recuperare arti ''perdute'' come l'uncinetto o il ricamo. Sognavo di farli rivivere in chiave moderna, mescolando un'antica tradizione a forme e modelli contemporanei. Impresa difficile in una città come Milano, eppure credo di esserci riuscita.

- Qual è il tuo metodo?

Tengo come riferimenti forme semplici: il rettangolo, il quadrato, e a partire da questi creo i vestiti. I miei abiti costano da 360 a 2.500 euro, ma considerato l'impegno che c'è dietro non trovo che sia un prezzo eccessivo. E a Milano, per fortuna, chi vede la qualità la sa riconoscere.

- Quali sono gli abiti più richiesti?

Le milanesi impazziscono per i miei vestiti da sposa, ma il mio capo prediletto è una gonna-tasca in monotaglie, indossabile dalla 38 alla 50. La produco dal 1995, e piace sempre. Lavoro molto con il patchwork, e riutilizzo sempre i tessuti avanzati: anche solo un centimetro quadrato può essere il punto di partenza di un nuovo abito.

- Chi l'aiuta nel suo lavoro?

Tutte persone che hanno iniziato per passione, amiche o addirittura clienti. Al momento siamo in sei. E poi contiamo sulla collaborazione di una serie di ''mamme'' casalinghe che custodiscono i segreti del ricamo o ci danno una mano.

- Cosa non sacrificherebbe per il successo?

La dimensione umana del lavoro o la sensazione di essere sempre ''nelle'' cose.

- E' per questa ragione che ha scelto di stare a Bergamo e non a Milano?

Milano resta un riferimento imprescindibile dal punto di vista commerciale, e sono quasi sempre qui. A Milano i miei capi vanno ''in mostra'' da Driade in via Manzoni, e vengono venduti da Marisa in via Sant'Andrea. A Bergamo però i miei ritmi sono più ragionevoli. Comunque, da brava imprenditrice con mentalità cittadina, mi sono costruita un sito Internet, www.danielagregis.it, sul quale volendo si può anche fare la spesa online. Mi sembra adattissimo alle milanesi, che sono sempre di corsa...

- Che prospettive ci sono per un mercato ''ristretto'' come il suo?

Buone, penso. Negli anni scorsi era più difficile ma oggi noto che anche nella capitale della moda il mondo va da un lato verso la grande distribuzione, dall'altro verso un mercato piccolissimo, fatto di capi unici. 

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